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Pubblicato alle ore 15:22 del giorno 01/12/2009

Progetti

Pubblicato alle ore 15:22 del giorno 01/12/2009

LA BIBBIA A MONTECASSINO

Testo sacro per eccellenza, la Bibbia è stata riprodotta, in contesti diversi e con diverse finalità, nella più ampia gamma delle forme materiali, dei sistemi grafici e dei linguaggi decorativi. Testimone della Rivelazione divina, la Bibbia è dunque onnipresente non solo nella storia della Chiesa, ma anche nella storia della cultura scritta: onnipresente come testo, ma anche come libro, che nel corso dei secoli ha subito profonde e radicali trasformazioni per adattarsi al mutare delle esigenze cultuali e dottrinali.

Presso l'Archivio dell'Abbazia di Montecassino si conservano numerosi manoscritti biblici, diversi per origine, datazione, contenuto e tipologia. Questi si prestano ad esemplificare le tappe di sviluppo del libro sacro per un lungo periodo, dall’XI al XIV secolo, e in un’area geografica ampia, che, incentrata a Montecassino, si estende a comprendere l’Italia e parte dell’Europa.

Gli estremi di questo percorso sono rappresentati da due Bibbie complete, i mss. 515 e 557. Dal punto di vista della manifattura, i due volumi si differenziano radicalmente – già a prima vista – sotto il profilo delle dimensioni e dell'impressione di insieme: all'aspetto imponente ed austero della Bibbia ‘atlantica’, prodotta intorno alla metà dell’XI secolo, Casin. 515, destinata ad incarnare (forse attraverso il tramite dell'abate Desiderio?) le istanze di sobrietà e di rigore veicolate dalla Riforma gregoriana, si contrappone l'allestimento compatto e maneggevole della Bibbia ‘di Ferro’, Casin. 557, la prima Bibbia completa trascritta con certezza, poco più di un secolo dopo, in Italia meridionale utilizzando una scrittura di matrice carolina, ma decorata in stile locale (le Bibbie in beneventana contengono sempre gruppi di libri biblici organizzati secondo le necessità liturgiche).

Fra i due estremi tipologici rappresentati dalla Bibbia atlantica e dalla Bibbia ‘di Ferro’ si svolgono mutamenti sostanziali, sia – in generale – nei contesti e nelle tecniche di produzione libraria, sia nel panorama locale della produzione manoscritta italo-meridionale, sia – ancora – nelle modalità di ‘traduzione’ libraria delle Sacre Scritture. Ma le due pandette non vanno studiate e valutate come fenomeni isolati: in entrambi i casi, ad esse si associa una costellazione di testi – e di libri – di diverso contenuto, la cui analisi fornisce elementi preziosi per una migliore comprensione di tecniche artigianali, contesti di manifattura, motivazioni ideologiche, finalità.

L’obiettivo del progetto è realizzare un catalogo che documenti e analizzi la presenza della Bibbia a Montecassino esplorando i materiali custoditi nell’archivio dell’Abbazia. I manoscritti ivi conservati, con la loro diversificata provenienza geografica e distribuzione cronologica, si prestano particolarmente bene ad illustrare le trasformazioni fisiche, testuali, grafiche e decorative, nonché i cambiamenti nell’uso cui la Bibbia è andata incontro tra l’XI e il XIV secolo in una vasta area che comprende in primis l’abbazia fondata da san Benedetto ma arriva ad includere l’Italia e l’Europa.

Il volume, a cura di Roberta Casavecchia, Marilena Maniaci e Giulia Orofino, prevede un’introduzione sulle diverse tematiche e problematiche emerse dallo studio dei manoscritti, seguita dalle schede di descrizione dei codici a cura di Laura Albiero, Roberta Casavecchia, Erica Orezzi, Leda Ruggero e Gaia Elisabetta Unfer Verre.

Il modello di scheda catalografica adottato, presentato in allegato, mira a consentire una fruizione delle informazioni a più livelli, rendendo accessibile la fruizione delle descrizioni anche a un pubblico di non specialisti, senza rinunciare, tuttavia, al rigore scientifico e alla sistematicità della raccolta e della presentazione dei dati. Per la descrizione dei volumi glossati è prevista una scheda inventariale, più sintetica, che ha l’obiettivo di rendere immediatamente evidenti le articolazioni interne e le tendenze evolutive di questa particolare tipologia di manoscritti, di cui l’Abbazia di Montecassino conserva una collezione particolarmente ricca e variegata per datazione e provenienza, mai studiata in maniera organica e approfondita. La descrizione di ciascun codice è integrata dalla riproduzione integrale di almeno una carata, tale da dar conto dei diversi aspetti della presentazione della pagina, nonché di apprezzare a pieno le qualità, tecniche ed estetiche, di scrittura e decorazione.

Indice provvisorio

1.Introduzione

2. Le Bibbie in beneventana

In questa sezione sono raccolti i manoscritti in beneventana, la scrittura per eccellenza di Montecassino. I codici, riccamente decorati, coprono un arco temporale che spazia dagli inizi dell’XI al XII secolo: essi rappresentano l’alto livello di manifattura raggiunto dallo scriptorium cassinese e mostrano la continuità delle tradizioni locali sia nei modelli codicologici che testuali.

Manoscritti: 211, 349, 520, 527, 531, 534, 535, 536, 543, 552, 553, 565, 571, 572, 583, 589, 759, 760, Comp. I, Comp. II, Arch. Privato, 2

3. La Bibbia e i manoscritti atlantici

Una sezione a parte è costituita dai manoscritti atlantici, prodotti caratteristici dell’Italia centrale della seconda metà dell’XI secolo e degli inizi del XII, tradizionalmente collegati alla Riforma gregoriana – nella quale Montecassino, con l’abate Desiderio, successore di Gregorio VII al soglio pontificio, ricoprì un ruolo non indifferente – e incentrati intorno al ms. 515, Bibbia atlantica tra le più antiche e tuttora enigmatiche.

Manoscritti: 41, 87, 93, 134, 515

4. Verso una nuova tipologia di Bibbia

Il XII secolo si presenta come un periodo di gradi trasformazioni per il libro della Bibbia, sia nei suoi aspetti sia materiali che testuali: nuove esigenze e nuove modalità di fruizione portano ad evidenti cambiamenti. Mentre i manoscritti prodotti a Montecassino mostrano l’adattamento dei modelli locali alle nuove esigenze, con la creazione di un vero e proprio manoscritto “sperimentale”, il ms. 557, e il consolidarsi del nuovo modello con il ms. 35, i manoscritti prodotti altrove e conservati in Abbazia esemplificano le tappe dell’evoluzione che ha portato alla Bibbia portatile francese del XIII e XIV secolo (ms. 501).

Manoscritti: 35, 437, 467, 501, 508, 509, 514, 519, 557, 558, 581

5. Le Bibbie glossate

Le scuole cattedrali della Francia settentrionale, dove il testo biblico viene sottoposto a uno studio nuovo, intenso ed attento, portano alla canonizzazione e alla diffusione su larga scala di una nuova tipologia libraria, la Bibbia glossata, dove il testo biblico, trascritto in modulo maggiore nella colonna centrale, è affiancato da glosse di diversa lunghezza che ne guidano l’accesso e l’interpretazione. Attraverso i manoscritti di Montecassino è possibile seguire sia la produzione francese, in particolare parigina, dal XII al XIV secolo, sia la ricezione e l’adattamento in Italia dei modelli transalpini, avvenuto nell’Abbazia in un momento precoce, come testimoniato dal ms. 264, Esodo espressamente datato dal copista all’abbaziato di Teodino I (1166-1167).

Manoscritti: 194, 236, 237, 238, 239, 240, 241, 242, 243, 244, 245, 246, 247, 248, 249, 250, 251, 252, 253, 254, 255, 256, 258, 259, 260, 261, 262, 263, 264, 265, 266, 427, 428, 429, 430, 431, 433, 435, 436, 523, 574, 578, 591, 600

Tavole (80 illustrazioni ca.)

Indici


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